freccia

sarai arco di me freccia

sola

con il bersaglio in testa

 

mi scaglierai lontano

che il centro segnerà la mano

 

chiuso un occhio

a prender mira certa

vedrai quel punto

che sarà sempre più piccolo

quasi inesistente

 

sarai mano di me armata

io che son la tua ambizione

io che son punta pregiata

 

ferma

non tradire l’emozione

 

affidami al vento

non esser nervosa

c’è tempo

scoccami all’ora

sereno

sai quando ti coglie la tempesta,

che inizi a correre

e dalla pioggia ripari la testa?

 

sai quando il nero s’oscura

nel cielo di buio alle tue spalle

e la strada innanzi par sicura?

 

perderesti il fiato per inseguire il Sole

o quel fioco bagliore che si finge luce

spinto da paura di peste parole

 

saresti disposto a fuggir a piedi nudi

pur di non affrontare il tormento

certo di trovar chi di te si scudi

 

fermati un attimo, fallo davvero

prendi respiro al sapore di acqua

col gusto d’affrontare ciò ch’è vero

 

non spezzarti le reni in un folle corsa

passerà la tempesta in un soffio

e ritroverai ciò che avevi perso nella vita trascorsa

d’un tempo

un assurdo vagare per

periglioso mare

 

figlio d’un tempo che non sa aspettare

 

rischiara l’ombra

e il fondo vien in viso

 

lo vedi distinto

tra una roccia bianca

un polpo improvviso

 

sogni di bambino

che non conosce l’ora

minuto ma sol momento

 

lo pesca a mani nude

figlio di diete crude

 

torbida l’acqua di rena estiva

calda la riva

inizia lo scoglio

di terra il soglio

 

specchiati ancora non più piccino

vedi non è più giorno

ma tornerà mattino

poche lire

Buongiorno Mare
Tu che ti chiaman Tirreno qua
E in laggiù eri vecchio Jonio

Che m’hai insegnato
A sciacquar parole e suoni

Filastrocche e nenie
Di verde e blu colori

Interpreto i tuoi toni
Che voglian dire altro
Mai una nota soltanto

Ho imparato
A sentir dire
Ch’è diverso
Dal capire

Insegnami
Fallo ancora

Poche lire

raccontami

ho scritto di me

più di quanto io non so

 

hai letto di me

ogni cosa che tu di me sai

 

descrizioni minuziose

di scandalose perdizioni

 

profuse ossessioni

di passioni diffuse

 

son te in ciò che di me dici

sei me in tutto quel che di te fai

 

raccogli nozioni

riassumi la miscela del che

 

se sarò pioggia  o sole

se offrirò riparo o dolore

se sarò me o invero te

 

non perder parola

in ogni suo colore

 

dipingi il tuo cielo

parlerò di quel quadro

che avrai immaginato

d’un io che non sapevo d’esser stato