i tuoi occhi

non piangere

perché i tuoi occhi

sono sorrisi da ridere

 

non son fatti per esser tristi

sono occhi grandi

che con la gioia vanno visti

 

ti diventan rossi

gli occhi tuoi

se piangi e li tieni scossi

 

tienli sereni

quest’occhi belli

e saran di sogni pieni

 

occhi sinceri

quelli che restan veri

grandi e nobili misteri

brindami

mi metto qui seduto

qui dove so che posso

nel silenzio assoluto

brindo a me con vino rosso

 

alzo il calice ai miei primi trent’anni

che non son più l’età d’una volta

e i jeans rotti son complici d’inganni

una felpa bianca e la barba incolta

 

che quando eran venti

ero uno fatto e finito

e adesso immutati i tenti

via la giacca dal vestito

 

son nato due volte essi dicono

o forse ho invertito le stagioni

lascio che sian gli altri a cambiare tono

sol io di me conosco le ragioni

 

e di festeggiare è il giorno oggi e domani anche

vuoi soltanto perché ho tempo e forza

non si cammina su gambe lente e stanche

procedo a passo spedito sol così fatica si smorza

 

offro ancora cristallo alla rinuncia

io c’ho avuto tanto inutilmente

oltre al difetto di pronuncia

tanto tale da ritrovarmi di vero niente

 

è questo il dono che m’ha fatto il tempo

m’ha consegnato il frutto dei miei errori

reso ricco di me stesso vissuto giovane

tanto da spendermi con parsimonia

ché il poi mi sia provvida memoria

giocami

fai di me il tuo diletto preferito

quel bisogno spensierato di ridere

la voglia inattesa che t’ha colpito

il gioco d’una vita da condividere

 

renditi felice della mia andatura

buffa e stupidamente arrogante

e dei tuoi sorrisi sarà scalfita pietra dura

come se cadesse su essa goccia incessante

 

indovinami nei pensieri di gioia

lanciami uno sguardo d’intesa

e d’un tratto vinceremo la noia

come chi sa rendersi amica l’attesa

 

usami al piacere dei tuoi occhi

mentre farò discorsi confusi e sciocchi

con il viso disteso di chi ha mantenuto vivo

sguardo curioso e ogni istinto primitivo

 

d’amico e compagno e amante

farai di me il ritratto brillante

di chi non perde un attimo soltanto

per esserti figurante al tuo canto

 

soprassiedo

c’è polvere, molta attorno a me

macerie e sternuti

occhi che lamentano

assenze che assentano

mi manco

vengo meno a me stesso

soprassiedo al giudizio

per proseguire dissennatamente

dannatamente

dannata gente

passa la gioia d’un soffio

si chiude la porta d’un giro

non te ma polvere respiro

canto d’amore

canti d’amore

occhi di sabbia

parole di cuore

muore la rabbia

 

giallo profondo

castana nocciola

perle confondo

tremante gola

 

ch’eran granelli

a scorrere tra le dita

ch’eran fardelli

a graziare vita

 

lungo l’ululare solitario

di lupo che non ha mai giocato

alle tue orecchie è in vario

la melodia attesa da chi ha sognato

 

io canto d’amore

i tuoi occhi gialli di sabbia

tu offrimi il tuo gonfio cuore

che mai altro visto abbia