mi metto qui seduto
qui dove so che posso
nel silenzio assoluto
brindo a me con vino rosso
alzo il calice ai miei primi trent’anni
che non son più l’età d’una volta
e i jeans rotti son complici d’inganni
una felpa bianca e la barba incolta
che quando eran venti
ero uno fatto e finito
e adesso immutati i tenti
via la giacca dal vestito
son nato due volte essi dicono
o forse ho invertito le stagioni
lascio che sian gli altri a cambiare tono
sol io di me conosco le ragioni
e di festeggiare è il giorno oggi e domani anche
vuoi soltanto perché ho tempo e forza
non si cammina su gambe lente e stanche
procedo a passo spedito sol così fatica si smorza
offro ancora cristallo alla rinuncia
io c’ho avuto tanto inutilmente
oltre al difetto di pronuncia
tanto tale da ritrovarmi di vero niente
è questo il dono che m’ha fatto il tempo
m’ha consegnato il frutto dei miei errori
reso ricco di me stesso vissuto giovane
tanto da spendermi con parsimonia
ché il poi mi sia provvida memoria
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